LA FINE DELLO STATO

Dolly_WEB.jpgPer come lo intendiamo noi, il concetto di Stato mediato dall’egemonia culturale instauratasi nel ‘900 è morto. Residua, quale ultimo spauracchio in questo crepuscolo di fine stagione, ed è costituito in se medesimo dalla metafora stessa della sua morte: un governo composto da banchieri ed azionisti che si fanno più Stato dello Stato voluto dalla Politica. Ovviamente anche la Politica è morta, forse non è mai esistita, essendo in realtà elemento totemico di accompagnamento assieme alla retorica sulla patria, al concetto di nazionalismo, alla retorica sul popolo.; tutti costituenti le fondamenta ideologiche dello Stato.

La Politica si è rivelata essere il volto istituzionale degli interessi delle bande che si spartiscono il territorio, le evidenti collusioni con le Mafie che detengono il controllo del paese, si sono appalesate con il voto di non luogo a procedere che ha salvato una delle tante teste di legno che curano gli interessi della mafia napoletana a Montecitorio.

La crisi economica ha accelerato questo processo di asservimento delle istituzioni politiche alle mafie: le uniche strutture economiche che al momento dispongono di liquidità per tenere in piedi il sistema e il cui fatturato non conosce crisi.

Questa evoluzione ha modificato celermente  il territorio con pesanti interventi di edificazione in un paese ormai quasi completamente coperto dal cemento. Il territorio si è gradualmente trasformato in un gigantesco agglomerato di strutture in cemento e prefabbricati senza soluzione di continuità; intere aree urbane già pesantemente degradate nelle aree periferiche delle nostre città sono diventate lo sfogo per gli appetiti immobiliari di imprese nelle quali forte si percepisce l’odore delle collusioni con la malavita organizzata. A questo è seguita una profonda metamorfosi sociale degli spazi concessi ai residenti, offrendo come unica alternativa centri commerciali, mega sale da divertimento, società che promuovono il gioco d’azzardo.

Quest’ultimo aspetto è un’altra cartina di tornasole che rileva la metamorfosi percepibile  fra il retorico ma mai reale Stato-Nazione-Popolo del ‘900 e il più prosaico Stato-paramafioso del nuovo millennio. La concessione data dallo Stato ad imprese che promuovono il vizio e il gioco d’azzardo (non riscuotendo neppure le imposte dovute per legge alle società amministratrici) rivela il disinteresse di una funzione sociale di intervento positivo nei confronti del popolo che governa e, ancor più grave, la totale supina ossequienza ai nuovi padroni di casa.

LA FINE DELLO STATOultima modifica: 2012-01-23T15:07:30+00:00da pedrop11
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